Pulsante di recesso obbligatorio: cosa cambia per il tuo e-commerce dal 19 giugno 2026
Dal 19 giugno 2026 chi gestisce un e-commerce ha un nuovo obbligo: mettere a disposizione dei clienti una funzione digitale di recesso, un vero e proprio “pulsante per recedere” facile da trovare e da usare. Lo prevede il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 209 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 gennaio 2026), che attua la Direttiva europea (UE) 2023/2673 e introduce il nuovo art. 54-bis del Codice del Consumo.
Il diritto di recesso oggi: il punto di partenza
Ricordiamo la regola base, che resta invariata: nei contratti a distanza il consumatore ha 14 giorni di tempo per recedere senza dover fornire alcuna motivazione e senza costi (art. 52 del Codice del Consumo). Il termine decorre dalla conclusione del contratto per i servizi e dalla consegna per i beni. Se il venditore non informa correttamente sul diritto di recesso, il termine si estende fino a 12 mesi.

La novità: la funzione digitale di recesso
La vera novità riguarda come il consumatore può esercitare questo diritto online. Per i contratti conclusi tramite un’interfaccia online, il professionista deve ora fornire una funzione di recesso che sia:
- Un pulsante chiaramente etichettato, con una formula inequivocabile come “recedere dal contratto qui”, facilmente leggibile;
- Ben visibile, facilmente accessibile e sempre disponibile per tutto il periodo di recesso — non nascosto in sottomenu;
- Capace di raccogliere la dichiarazione di recesso con i dati essenziali (nome, identificativo dell’ordine, recapito per la conferma);
- Dotato di una conferma a due fasi, con un secondo pulsante etichettato “conferma recesso”;
- Seguito da un avviso di ricevimento su supporto durevole (es. una email) con data e ora della richiesta.
Il principio guida è semplice: recedere deve essere facile quanto acquistare. Sono espressamente vietati i cosiddetti dark pattern, ovvero pulsanti camuffati, percorsi dissuasivi multi-pagina o l’obbligo di effettuare il login per recedere.
Le eccezioni restano
Il diritto di recesso continua a non applicarsi in alcuni casi previsti dall’art. 59 del Codice del Consumo: beni su misura o personalizzati, beni deperibili, prodotti sigillati aperti dopo la consegna per ragioni igieniche, contenuti digitali forniti con consenso espresso, e altri ancora.
Cosa devi fare per adeguare il tuo e-commerce
Ecco una checklist operativa per essere a norma:
- Inserire un pulsante di recesso ben visibile e sempre disponibile durante il periodo di recesso;
- Implementare il flusso di conferma a due fasi;
- Predisporre un form che raccolga nome, identificativo dell’ordine e recapito elettronico, accessibile anche agli utenti non registrati;
- Inviare un avviso automatico via email con data e ora, conservandone traccia come prova;
- Aggiornare informativa precontrattuale, condizioni di vendita e modulo di recesso;
- Tenere distinti il recesso e la disdetta di eventuali abbonamenti ricorrenti.
I rischi del mancato adeguamento
L’assenza o la non conformità della funzione di recesso può essere trattata come pratica commerciale scorretta, con sanzioni dell’AGCM. Inoltre, un’informativa incompleta comporta automaticamente l’estensione del termine di recesso fino a 12 mesi.
Conclusioni
Il nuovo “pulsante di recesso” non è solo un obbligo: è anche un segnale di trasparenza che aumenta la fiducia dei clienti. Adeguare per tempo il proprio e-commerce evita sanzioni e migliora l’esperienza d’acquisto.
In SPS Project sviluppiamo e adeguiamo piattaforme e-commerce a norma di legge. Se vuoi mettere in regola il tuo negozio online con la nuova funzione di recesso, contattaci.
Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale.
Anna De Carolis
Social Media Manager e Content Strategist di SpsProject. Si occupa della comunicazione digitale, della gestione dei canali social e della creazione di contenuti per il blog aziendale. Appassionata di tecnologia e innovazione, traduce il mondo dello sviluppo software in contenuti accessibili e coinvolgenti.
