Come ho aiutato le agenzie di marketing ad automatizzare (quasi) tutto
Quando si parla di automazione per le agenzie di marketing, negli ultimi due anni ho perso il conto di quante si sono sedute davanti a me con la stessa identica faccia. Quella di chi ha un team bravissimo, clienti contenti, e però la sensazione costante di stare sempre a rincorrere. Reportistica il venerdì sera, screenshot incollati nelle slide, lead presi da un form e ricopiati a mano nel CRM. Tutto funziona, sì, ma a che prezzo?
Ecco, la mia parte preferita del lavoro è proprio questa: prendere quel mucchio di operazioni noiose e farle sparire. Non con la bacchetta magica, ma con un po’ di automazione fatta come si deve. Vi racconto qualche pezzo, così rendo l’idea.
Automatizzare i report dei clienti
Se gestite un’agenzia sapete di cosa parlo. Ogni fine mese (o peggio, ogni settimana) qualcuno del team apre Google Analytics, poi Meta Ads, poi Google Ads, poi magari Search Console, e comincia a copiare numeri dentro una presentazione. Un cliente, due, dieci. Moltiplicate e vi viene il mal di testa.
La prima cosa che facciamo di solito è collegare quelle fonti dati a un sistema che genera il report da solo. I numeri si aggiornano, il documento si compila, e al cliente arriva un PDF pulito (o una dashboard sempre online, ancora meglio) senza che nessuno abbia incollato niente. Una collega di un’agenzia di Verona mi ha detto che si è ripresa due interi pomeriggi al mese. Due pomeriggi, capite? Tempo che ora usa per pensare alle strategie invece che a fare la fotocopiatrice umana.
Gestire i lead senza perderli per strada
Questa è la classica situazione che fa arrabbiare. Arriva un lead da una campagna, finisce in una casella email, qualcuno (forse) lo vede, (forse) lo inserisce nel gestionale, (forse) lo richiama. Troppi “forse” per i miei gusti.
Quello che si può fare è abbastanza semplice da spiegare: ogni contatto che arriva — dal form del sito, da una sponsorizzata, da WhatsApp — viene catturato, ripulito, arricchito con qualche informazione utile e infilato nel CRM già assegnato alla persona giusta, con tanto di notifica. Se passa troppo tempo senza risposta, parte un promemoria. Niente più contatti dimenticati in fondo a una inbox. È lo stesso tipo di lavoro che facciamo quando ci occupiamo di analisi e consulenza sui processi aziendali: prima si capisce dove perdete tempo, poi si automatizza.

Pianificare i contenuti senza impazzire
Qui ci tengo a essere onesta, perché c’è tanta fuffa in giro. No, l’automazione non scrive i vostri post belli al posto vostro, e per fortuna. Però può togliervi di torno tutta la parte meccanica: prendere il calendario editoriale, preparare le bozze nei vari formati, programmare le pubblicazioni sui canali, recuperare i dati di performance del post precedente per capire cosa ha funzionato. La testa creativa resta umana, le mani robotiche le diamo alle macchine.
E l’intelligenza artificiale in tutto questo?
L’AI entra nei punti dove serve davvero giudizio su grandi quantità di testo. Per esempio per smistare le richieste in arrivo, per riassumere i feedback dei clienti, per preparare una prima bozza di risposta a un commento o a una mail. Sempre con qualcuno che dà l’ok finale, sia chiaro. La uso come un’assistente molto veloce, non come una che decide al posto del team. Se siete curiosi di come l’AI può aiutare anche le aziende in un momento complicato, ne ho parlato in questo articolo; mentre lo strumento con cui costruisco buona parte di queste automazioni lo trovate raccontato nel pezzo su n8n.
Quanto cambia, in pratica
Non vi vendo la storiella del “lavorerete due ore al giorno”. Sarebbe una bugia. Quello che succede davvero è un altro, ed è più interessante: il tempo che prima se ne andava in operazioni a basso valore torna nelle mani delle persone, che lo rimettono dove conta — la strategia, le relazioni con i clienti, le idee. E i clienti se ne accorgono, perché l’agenzia diventa più reattiva e fa meno errori da stanchezza.
Se gestite un’agenzia e vi siete riconosciuti anche solo in metà di quello che ho scritto, probabilmente c’è parecchio da automatizzare anche da voi. La cosa bella è che non serve stravolgere niente: si parte dal processo che fa più male e si va avanti un pezzo alla volta. Date un’occhiata ai nostri servizi di sviluppo software su misura e, se vi va di farci due chiacchiere, scriveteci pure: mi piace capire come lavorate prima ancora di parlare di tecnologia.
Domande frequenti sull’automazione per le agenzie di marketing
Quali attività di un’agenzia di marketing si possono automatizzare?
Le più comuni sono la reportistica clienti (raccolta dati da Analytics, Meta e Google Ads e generazione automatica dei report), la gestione dei lead (raccolta dai form e inserimento ordinato nel CRM) e la parte meccanica della pubblicazione contenuti. La strategia e la creatività restano in mano alle persone.
Serve un budget alto per iniziare?
No. L’approccio che consiglio è partire dal singolo processo che fa perdere più tempo, automatizzare quello in poche settimane e misurare il risultato, poi proseguire. Si tengono così costi e rischi sotto controllo.
L’automazione sostituisce le persone del team?
No: toglie il lavoro ripetitivo e a basso valore, liberando le persone per la strategia, le relazioni con i clienti e le idee. Sui passaggi delicati resta sempre un’approvazione umana.
Anna De Carolis
Social Media Manager e Content Strategist di SpsProject. Si occupa della comunicazione digitale, della gestione dei canali social e della creazione di contenuti per il blog aziendale. Appassionata di tecnologia e innovazione, traduce il mondo dello sviluppo software in contenuti accessibili e coinvolgenti.
